Il blog di Uziversitari

Dietro le quinte del processo creativo

Qualche chiarimento, doveroso. È uno dei miei soliti soliloqui, ma abbiate pazienza, il libro è tutto così e questi blog post devono promuovere il libro. Se fossi capace di scrivere, non farei il traduttore, d’altronde.

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Se finalmente mi decidessi a scaricare questa violenza repressa saprei da dove cominciare. Non è una constatazione da poco, direi. La vita va organizzata con cura. E soprattutto la morte. Degli altri. Delle altre.

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Siamo talmente omologati e ormai incapaci di sorprendere da sembrare gli alieni di Space Invaders. Sempre avanti secondo il medesimo schema, con la stessa traiettoria, persino con gli stessi bonus di fine livello.

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A ventiquattro anni pensi di essere Dio. Ti reputi onnipotente ed eterno, megalitico e incrollabile. Sei un tempio esastilo eretto sul colle più assolato. Gli omuncoli ti venerano.

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Pubblicare un romanzo vuol dire esporsi, mettersi in gioco, essere pronti a ricevere giudizi. Non è quello a cui è abituata la maggioranza delle persone. Nemmeno io, a dir il vero. Eppure, se l’obiettivo è quello di raggiungere almeno un lettore, non ci sono scappatoie: devi dare la creatura in past...

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